Differenze tra la Proiezione di Peters ed Equal Earth

Differenze tra la Proiezione di Peters ed Equal Earth

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Nel corso dei secoli, i cartografi hanno cercato una soluzione per rappresentare la Terra su una superficie piana. Si è giunti quindi a creare delle proiezioni del globo terrestre, ognuna con un proprio scopo, che sia orientarsi nella navigazione o appianare le discrepanze economico-politiche tra stati.

Conoscere le differenze fra le proiezioni è di fondamentale importanza non solo per gli appassionati di studi geografici, ma per chiunque desideri approfondire il ruolo della cartografia nell'evoluzione di ogni ambito del sapere.

Due importanti rappresentazioni grafiche sono le carte geografiche di Peters ed Equal Earth.

La proiezione di Peters prevede che la superficie di ogni area sia proporzionale alla sua vera estensione nello spazio.

Ispirandosi a un'intuizione già avuta alla fine dell'Ottocento dallo scozzese James Gall, lo storico e geografo tedesco Arno Peters elabora negli anni Settanta del XX secolo la proiezione omonima.

Essa scompone il mondo in 100 parti orizzontali e 100 verticali, mantenendo sempre perpendicolari i meridiani e i paralleli.

La proiezione è stata al centro di dibattiti storici e politici, poiché colloca il meridiano centrale longitudinalmente a Firenze. Tale scelta è dettata per lo più da ragioni ideologiche e politiche, essendo Peters uno storico. Nonostante ciò, essa vanta ancora oggi una grande popolarità.

A differenza della proiezione di Peters, quella di Equal Earth cerca di riprodurre in maniera più fedele le dimensioni dei continenti, senza distorsioni.

Sviluppata da Bojan Šavrič, Tom Patterson e Bernhard Jenny, essa è una proiezione pseudocilindrica, con i paralleli diritti e i meridiani curvi, posti a distanze regolari tra loro. Essa perfeziona la Proiezione di Robinson, utilizzata dagli anni '60, una carta che mostrava il globo bidimensionalmente.

Dunque, essa si può definire come la migliore proiezione attualmente disponibile. Grazie a tale rappresentazione, infatti, il mondo è più aderente alla realtà e si permette una comprensione del nostro ambiente e dei rapporti fra le popolazioni. 

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